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Sanificazione a ozono o a vapore?

Sono stati condotti diversi studi con l’obiettivo di fornire evidenze tecnico-scientifiche sull’uso dell’ozono.

A livello epidemiologico, un gruppo di lavoro composto da ricercatori Iss-Inail ha elaborato il documento “Focus on: utilizzo professionale dell’ozono anche in riferimento al COVID-19. Versione del 23 luglio 2020”.

In questo studio si è sottolineato il fatto che l’ozono è un gas ossidante che, per le sue proprietà chimico-fisiche e tossicologiche, è classificato come una sostanza pericolosa.

Dunque, se ad inizio pandemia serviva, nonostante fosse dannoso per l’uomo e l’ambiente, per rendere gli ambienti sicuri ed eliminare il covid-19 (ed era davvero efficace!), ora, che il peggio è passato, si ha avuto il modo di sperimentare con successo nuove tecniche di sanificazione meno dannose.

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Una di queste è la sanificazione a vapore saturo secco, che consente di andare ad eliminare la carica batterica e virale fino ad un’efficienza 5 log (99,999% efficienza di rimozione).

La soluzione acquosa a base di perossido di idrogeno e acido peracetico, usata dal nostro robottino antivirus JustPower, presenta il vantaggio di non risultare nocivo per l’uomo, per gli animali e per l’ambiente per cui, essendo anche biodegradabile al 100%, può essere lasciato sulle superfici senza richiedere risciacquo.

Se vuoi sapere nel dettaglio come funziona la sanificazione a vapore saturo secco clicca qui.


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